COMPLIANCE · 14 MAGGIO 2026
Direttiva NIS2: cosa cambia per le PMI italiane e da dove iniziare
La direttiva NIS2 amplia in modo significativo il numero di aziende soggette a obblighi di sicurezza informatica, includendo settori e dimensioni aziendali prima esclusi. Ecco una guida pratica su come muoversi.
Perché riguarda più aziende di quanto si pensi
Molte PMI ritengono che gli obblighi di cyber security riguardino solo grandi gruppi o infrastrutture critiche. La direttiva NIS2 amplia però il perimetro a settori come manifattura, logistica, servizi digitali e filiere di fornitura di aziende più grandi soggette agli stessi obblighi. In pratica, anche una PMI che lavora come fornitore di un'azienda soggetta a NIS2 può ritrovarsi a dover dimostrare requisiti minimi di sicurezza informatica per continuare la collaborazione.
Le aree principali su cui lavorare
Gestione del rischio
Mappare asset critici, valutare le minacce principali e documentare le misure di mitigazione adottate.
Notifica degli incidenti
Predisporre procedure interne per riconoscere e segnalare tempestivamente un incidente significativo alle autorità competenti.
Sicurezza della supply chain
Valutare i requisiti di sicurezza richiesti a fornitori e partner con accesso ai propri sistemi.
Formazione del management
La direttiva attribuisce responsabilità dirette agli organi di gestione, che devono comprendere il rischio cyber.
Da dove iniziare, in pratica
Il primo passo utile è quasi sempre un vulnerability assessment abbinato a un'analisi del rischio, per capire il punto di partenza reale dell'azienda. Da lì si costruisce un piano graduale che può includere un SOC per il monitoraggio continuo, penetration test periodici e una revisione dei contratti con i fornitori più critici. Non serve fare tutto subito: serve avere in mano un piano con priorità chiare.
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